Ci conosciamo?

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Per mestiere cucio parole inseguendo il filo di una trama che, di volta in volta, mi porta attraverso mondi diversi.

Nel 2006 mi sono laureata presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, corso DAMS Discipline Arte Musica e Spettacolo, con una tesi in semiotica generale sotto la guida di Francesco Marsciani, docente in semiotica e etnosemiotica: “Abitare nomade, semiotica di una condizione mentale“, in cui ho esplorato l’evoluzione di questa parola, nomadismo, che attualmente ci trasporta in un nuovo modo di intendere un fenomeno etnico. Oggi nomadismo è filosofia di vita, concezione di un paesaggio fisico ed emozionale, nomadismo digitale. In questo lavoro sperimentale ho scattato foto e seguito le tracce di chi da nomade vive, per scelta e in modi diversi. Grazie ai pomeriggi raccontati e attraversati insieme a chi ha condiviso un frammento di vita con me, ho imparato a conoscere un pezzo della storia di Bologna, dei suoi volti e di chi ne ha fatto parte: un ringraziamento speciale va al fotografo Massimo Sciacca, che con generosità mi ha permesso di utilizzare e pubblicare i suoi lavori nella mia ricerca.

Il viaggio è il punto di partenza del mio lavoro, insieme alla cultura. Dopo gli anni universitari nella meravigliosa Bologna, ho chiuso la valigia per riaprirla a Roma, dove ho frequentato l’edizione 2007 del master in Filosofia e Interculturalità presso la Facoltà dell’Università degli Studi Roma Tre. Fra le mie prime esperienze di scrittura il lavoro insieme alla redazione di BabelMed, magazine online dedicato alle culture del Mediterraneo pubblicato in italiano, inglese, arabo e francese dal 2001. In occasione della preparazione della tesi di master, ho colto l’occasione per un periodo di ricerca a Toulouse. Nell’Université Fédérale Midi-Pyrénées, oggi Université Toulouse – Jean Jaurès, ho conosciuto Alessandro Zinna, prof. in Sciences du langage, con cui è nato uno scambio di grande ispirazione che ha portato al progetto di dottorato in cotutela fra l’Università di Toulouse, Facoltà di Sciences de l’information et de la communication, e Università di Bologna, Studi religiosi: Scienze sociali e Studi storici sulle Religioni, tema dei riti di cura, “Segnare la guarigione: etnosemiotica di un atto magico“.

In bilico fra due piani spesso scivolosi per una somma di anni (che hanno di molto superato le mie aspettative iniziali!) ho continuato a camminare mantendo il mio sguardo su entrambi gli orizzonti, giornalismo e mondo accademico. Credo che imparare a esprimerci con più linguaggi ci esercita alla scomodità e in fondo costituisce l’unico modo per andare oltre, almeno di un passo, rispetto a ciò che siamo dando vita a un tesoro creato da condivisione, unione di saperi differenti, autorevolezza.

Autorevolezza, capacità critica e lavoro di analisi delle fonti è ciò che contrassegna anche il futuro della rete internet, che oggi muove i suoi primi passi con l’incertezza e il senso di scoperta che un po’ ci ricordano gli esordi del cinema e della fotografia all’inizio del Novecento. Fra i tanti punti oscuri del web e del suo mondo, il diritto d’autore è uno dei temi che più ci scalda e ancora è in cerca di una sua definizione: arriveremo a capire l’importanza di preservare un autore e la sua voce, ne sono sicura. Oggi i documenti di storia del cinema su cui possiamo studiare fanno parte di una storia che è già patrimonio delle nostre coscienze. Eppure, ci è voluto tempo per guardare a questo patrimonio considerandolo con l’autorevolezza che oggi ci sembra ovvia. La Storia si crea passo dopo passo, giorno per giorno: siamo noi, con le nostre piccole storie quotidiane, attraverso le nostre scelte e la nostra coscienza, a farne parte e dare un contributo invisibile. Questo è uno dei motivi per cui ho scelto un’università capace di includere antropologia, arte, cinema, teatro come risorse. Questo è uno dei motivi per cui scelgo di abitare in rete: l’azione di condivisione è parola chiave per un futuro da immaginare adesso, momento per momento.

Dal 2010 al 2014 ho partecipato alla vita del magazine online LatitudesLife con articoli di viaggio, cultura e arte: una bellissima avventura, creata da tre fotografi e tenaci nomadi, Eugenio Bersani, Federico Klausner e Lucio Rossi, che mi hanno accompagnato alla scoperta di nuove geografie e metodi di lavoro. Nello stesso periodo per il sito MarieClaire.it mi sono occupata di agenda enogastronomica e idee di viaggio in 24h. Nel 2012 sono tornata a incrociare le mie giornate con il tran tran di Milano, città in cui sono nata. Avanti e indietro con il passante che attraversa la città in direzione Segrate, ho esplorato un nuovo volto della città e del mio mestiere iniziando un capitolo di vita in Mondadori. Nel 2012 ho contribuito alla creazione della rubrica digitale “Vivere meglio”, dedicata alla ricerca della felicità e alle ispirazioni in grado di aiutare la nostra qualità di vita. Ho collaborato con Donnamoderna.com, Starbene.it, TGCOM24 Donne. Giornalista dal 2009, sono una nomade digitale che si impegna da sempre per vivere e lavorare con l’ufficio in uno zaino.

Pendolare alta velocità, per un paio di anni ho continuato a sfrecciare fra la redazione Mondadori di Segrate, a Milano, e Bologna, nel piccolo vicolo da fiaba alla fine di Strada Maggiore dove è iniziata l’avventura con il mio compagno di viaggi e di vita. Dopo due anni di formazione nel 2016 ho concluso il master biennale in “Counseling Sanitario: Tecniche di Supporto al Paziente“organizzato dall’Università Alma Mater Studiorum in collaborazione con il Policlinico S.Orsola-Malpighi. Il tirocinio e il mio progetto di tesi hanno desiderato svilupparsi con un lavoro sul fine vita e approccio consapevole al processo del morire. La malattia e la morte rappresentano un luogo dove ancora troppo spesso non sappiamo immaginare la forza di un dialogo e il diritto a una qualità di vita che, invece, sono fondamentali. Dal 2011 partecipo alla “Formazione in espansione della consapevolezza: la fioritura della dualità” ideata e guidata dalla ricercatrice e maestra tantrica Rupa Rodriguez. Insieme alla conoscenza e alla pratica di tecniche di meditazione ciò che propone il percorso è un viaggio nell’osservazione di sé e dei propri processi emozionali attraverso il corpo come laboratorio esperienziale, con uno sguardo rivolto all’approccio della pedagogia sistemica,

Ecco che attraverso gli spostamenti, di km e interessi, ho raccontato la trama degli eventi. Le ricerche effettuate per il dottorato e il lavoro come web writer sono confluiti in un orizzonte comune, su una strada condivisa che all’inizio non avrei immaginato: questa prospettiva, che ha a che fare con la salute e gli stili di vita, mi ha portato ad approfondire gli aspetti legati alla cura, un universo complesso che intreccia il nostro stare bene con il corpo al modo in cui ognuno di noi, in momenti diversi, costantemente impara ad affrontare (e riflettere su come farlo!) l’esistenza, a seconda della prospettiva della propria realtà, mentale, psicologica, emozionale e spirituale. Come sempre la vita dimostra di essere infinitamente più fantasiosa rispetto alla nostra immaginazione. Dove mi porteranno le strade del futuro? Non lo so. Al momento mi alleno a nuotare nella corrente e al coraggio dell’ignoto.

Quello che mi interessa è il cambiamento, perché ci arriva fra capo e collo, e la resilienza, per imparare a esercitarsi, giorno per giorno, nella sottile arte della trasformazione, facendo delle difficoltà del quotidiano una risorsa e opportunità di crescita. Perché in fondo la vita non è questo: un viaggio, talvolta meraviglioso e certi giorni quasi insostenibile, attraverso la geografia del mondo e i nostri paesaggi emotivi, squassati dal meteo incerto delle nostre anime, mezzi annegati dalla tempesta, improvvisamente sorridenti grazie a un insperato raggio di sole. Perché in fondo, ogni giorno è un viaggio che non conosco.

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